Brasile & Sud America
 
 
SUD AMERICA E LATINA  
Un milione di omicidi in America Latina.
di Roberto Lovari
Un milione di omicidi, ovvero di persone assassinate, è la tragica realtà di quanto la violenza ha prodotto nel decennio 2000 – 2010. Questo dato è in contrasto con alcuni dati positivi che provengono da questa area geografica del mondo. Gli stati facenti parte della regione nel loro insieme hanno visto il più alto tasso di crescita economica nel mondo, la loro partecipazione all’economia globale è cresciuta dal 5% all’8%. Tra il 2002 e il 2012 la povertà è scesa dal 44% al 29%, la disoccupazione è scesa al 35%, le classi medie sono cresciute dal 22% al 34% nelle varie società latino americane. Ma, accanto a questi dati positivi, vi è quello dell’aumento degli omicidi dell’11% nel decennio 2000 – 2012. Certamente la violenza, causa prima degli omicidi, ha radici storiche profonde legate alla storia di questa area. Il processo di scoperta, conquista e colonizzazione avvenne in forme brutali e segnate dalla violenza. Milioni e milioni di persone delle popolazioni precolombiane rimasero vittime della violenza di chi li voleva dominare, cristianizzare o sfruttare nelle piantagioni in condizione di semi schiavitù. La conquista dell’indipendenza di questi paesi dalla Spagna e dal Portogallo non ha prodotto grandi cambiamenti. La violenza ha sempre segnato il rapporto tra le classi dominanti e le classi popolari e povere. Anche in tempi moderni la violenza è stata la bandiera dello stato nei confronti dei propri sudditi. Si pensi ai duri anni sessanta e settanta e alla nascita dei regimi militari. Le classi dominanti il mondo economico della regione, in alleanza con gli USA, chiamarono i militari per allontanare lo spettro della rivoluzione sociale, del castrismo e del comunismo sovietico ad esso alleato. In nome dell’interesse superiore della patria, la violenza dello stato colpì migliaia e migliaia di persone, a volte solo ree di conoscere persone pericolose per la “sovranità nazionale”. Passata la stagione dei regimi militari, il ritorno alla democrazia in quasi tutta la regione lasciava sperare in una fase in cui la violenza fosse solo un triste ricordo. Ma, scomparsa la violenza di stato, l’America Latina è stata colpita da una epidemia di violenza criminale, alcune volte anche da parte del crimine organizzato. La diffusione della droga è senza dubbio la causa principale di questo fenomeno che, per la sua gravità ed ampiezza, rischia di mettere in crisi addirittura le strutture democratiche ed istituzionali. In stati spesso sottosviluppati, la violenza criminale ha portato terribili conseguenza, ad esempio l’aumento delle spese per l’ordine pubblico fino al 10% del bilancio, una caduta del turismo e degli investimenti stranieri. Per non dire del senso di sfiducia dei cittadini nei confronti dello stato. Gli alti indici di violenza hanno prodotto cambiamenti anche nel modello di vita dei cittadini latino americani. Ad esempio, la gente si rifugia sempre più spesso negli shopping centers, dove si sente protetta e può fare acquisti senza l’incubo degli assalti. In alcune città dell’America Latina non esistono più le storiche vie dei negozi dove la gente si godeva il meraviglioso clima, passeggiando in libertà e sicurezza. Certamente negli ultimi tempi si devono registrare novità nell’affrontare la tragedia della violenza criminale. Non più il populismo repressivo e le politiche della “mano di ferro”, soluzioni tutte ampiamente fallimentari, ma analisi ed azioni nella prevenzione e nel trattamento delle cause della violenza. Non più una acritica accettazione della dottrina della “guerra alla droga” che è prevalsa in passato, ma si è aperto un dibattito che esamina scenari diversi per affrontare il fenomeno droga, il fattore principale della violenza. Ad esempio, in Brasile sono nate le UPP (Unità di Polizia Pacificatrice), ossia dei comandi di polizia posti in aree della periferia, chiamate in Europa “favelas”, dove lo stato non c’era mai stato o, quando vi entrava, lo faceva con blindati tipo operazioni di guerra. Alcuni risultati ci sono già stati, bisogna però attendere per verificare se sono duraturi o l’effetto di una azione più efficace della polizia.

torna indietro torna sopra