Brasile & Sud America
 
 
VENEZUELA (CARACAS)  
Venezuela: vogliono arrestare il capo dell’opposizione
di Roberto Lovari
Certamente il 5 di Marzo segna una data importante nella storia contemporanea di questo paese, la morte di Ugo Chavez. Finchè un cancro con cui aveva lottato duramente per quasi un anno non lo fermò, Chavez è stato un forte protagonista della vita politica del suo paese, del Sud America e dello scenario mondiale. Eletto nel 98, dopo un tentativo di colpo di stato nel 1992, Chavez aveva lentamente ma progressivamente radicalizzato le posizioni di partenza di un certo riformismo progressista. Dopo aver subito un tentativo di colpo di stato nel 2002, aveva promosso e vinto una serie di consultazioni elettorali nelle quali aveva fatto approvare la sua scelta del Castrismo, del Socialismo statalista, del Bolivarismo. Nel 2007 aveva lanciato il PSUV (Partito Socialista Unificato del Venezuela), aveva già cambiato il nome al paese, adesso è la Repubblica Bolivariana del Venezuela. L’antico eroe dell’indipendenza dalla Spagna diventa il campione dell’indipendenza dall’imperialismo Yankee, il “Socialismo del XXI Secolo” diventa la bandiera della sua lotta politica. Enormi sono le resistenze delle classi medie ed alte al suo programma di estese nazionalizzazioni e confische di beni privati. Il paese si polarizza ogni giorno di più tra chi li adora e chi lo ritiene un mediocre e disastroso imitatore di Castro. Chavez in questi anni ha potuto utilizzare ingenti risorse finanziarie derivanti dallo spaventoso aumento del prezzo del petrolio. In politica estera crea l’ALBA (Alleanza Bolivariana per le Americhe), che sovvenziona generosamente i paesi che vi aderiscono, tra i quali la Cuba dei Castro, la Bolivia di Evo Morales, L’Ecuador di Correa. All’interno crea le “Missiones”, programmi sociali portati avanti da personale cubano. Grande notorietà hanno quello per costruire case e quello che porta medici nei “Ranchitos”, come vengono chiamati in Venezuela i quartieri più poveri. L’opposizione alza la voce della protesta riuscendo a fare nel 2004 un referendum per la sua revoca dalla presidenza, Chavez vince con il 59,3% dei voti. Sono anni in cui la libertà di stampa riceve duri colpi, la vita economica viene impoverita sempre più dai reiterati interventi dello stato per ragioni populistiche, il tutto accompagnato da una inflazione che diventa presto la più alta del Sud America, circa il 25% annuo. Nel giugno del 2012 Chavez annuncia che ha un cancro e che si curerà a Cuba. Dopo aver dichiarato di essere guarito, Chavez vince le elezioni presidenziali a ottobre con il 55,3% contro il 44,1% di Henrque Capriles, del MUD (Tavolo Unitario Democratico). Nel Dicembre dichiara di andare a Cuba per operarsi di nuovo, singolarmente indica il vicepresidente Nicolas Maduro come suo erede politico. Dopo mesi di silenzi assoluti, alla notizia della sua morte, i dirigenti del PSUV, forzando la costituzione, fanno assumere la presidenza provvisoria a Maduro indicandolo anche per le elezioni presidenziali del 14 di Aprile. Capriles si ricandida e Maduro vince con uno striminzito vantaggio di un 1,5% dei voti. Capriles e i suoi seguaci gridano al broglio e chiedono che vengano ricontati i voti. Il Tribunale Supremo Elettorale risponde che i conti sono esatti, Capriles allora invia un esposto al TSJ (Supremo Tribunale di Giustizia). Di fronte ai mesi di silenzio Capriles annuncia che si rivolgerà alle Organizzazioni degli Stati Americani e all’ONU. Rapida la risposta del TSJ, il ricorso è respinto e Capriles deve essere messo sotto processo per il modo in cui si è rivolto al Tribunale, ossia per vilipendio. Capriles non si è lasciato intimidire e ha chiamato i venezuelani a rispondere alle minacce dicendo: “andate in massa a votare l’8 di dicembre per le elezioni comunali”, in quel giorno, secondo Capriles, comincerà la fine dello chavismo.

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