Brasile & Sud America
 
 
PERÙ (LIMA)  
Il secondo mandato del governo socialista del Presidente Alan Garcia Perez
di Roberto Montoya – già corrispondente del giornale peruviano “Repubblica”
Che giudizio meritano i primi sei mesi di governo del secondo mandato del Presidente peruviano, Alan Garcia Perez? L’eredità lasciata dal precedente Presidente  Alejandro Toledo non è stata del tutto nefasta, possiamo dire che Garcia ha incontrato un paese senza terrorismo, senza un’inflazione galoppante, e con una “stabilità politica” che sicuramente non è quella terrificante e corrotta come quella di uno dei predecessori, l’ex Presidente peruviano, Alberto Kenya Fujimori. Comunque resta il problema della povertà, con tutti i suoi derivati, con tutti i mali di una paese in via di sviluppo. Il Presidente Alan Garcia ritorna sulla scena politica e dopo quasi un anno di governo viene accusato dagli analisti, e anche in parte dall’opinione pubblica peruviana, di non mettere in atto il manifesto annunciato in campagna elettorale, dalla riforma strutturale dello stato, come ad esempio il potere giudiziario, fino ai programmi sociali, e anziché concentrarsi nei cambiamenti profondi del paese (come ad esempio la riforma della scuola) commette una gaffe e propone la pena di morte, che gli costa un calo di popolarità. Viene anche accusato di essersi spostato troppo a destra, alleandosi in parlamento con il gruppo del partito del señor Fujimori, fino alla firma del trattato di libero commercio con gli Stati Uniti. Ma è troppo presto per poter dare un giudizio chiaro sull’operato di Garcia, visto che ancora mancano 4 anni di governo, ma in questi primi sei mesi si può capire il tipo di politica che porterà avanti fino al 2010. Sicuramente il suo governo sarà marcato dalla continuità, dalla crescita macro–economica del paese e dalla mancanza di una riforma profonda, così il paese non potrà costruire una società con un futuro diverso e andrà avanti sempre sul filo del rasoio.
Ma il Presidente Garcia con i vicini del continente americano che rapporto ha?
Ha buoni rapporti con il Presidente degli Stati Uniti Gorge Bush, il neo Presidente Liberal, il Messicano Felipe Calderòn, il Presidente Colombiano, Alvaro Uribe, la Cilena Bachelet, il Brasiliano Lula, l’Argentino Kirchner, ecc e digerisce con leggera difficoltà la politica del Presidente Venezuelano Hugo Chavez, il Boliviano Evo Morales, insomma la cosiddetta area radicale del socialismo del XXI secolo latinoamericano. Ma i grandi paesi e le potenze economiche del mondo ci dimostrano che per portare a termine con successo il proprio mandato sono necessarie le alleanze, sia in politica interna che internazionale. Quindi non è da meno un paese come il Perù che per poter uscire dalla lunga crisi economica che lo attanaglia ha deciso di proporsi in questa maniera, ma questo principio sarà valido solo dal momento in cui la popolazione beneficerà di una migliore qualità della vita.

torna indietro torna sopra