Brasile & Sud America
 
 
BRASILE (BRASILIA)  
Mesi difficili per la Presidente del Brasile Dilma Rousseff
di Roberto Lovari
Per alcuni anni il Brasile è stato all’attenzione mondiale per i suoi successi in campo sociale ed economico. Le cose negli ultimi mesi hanno preso una direzione diversa. In campo sociale, le grandi manifestazioni popolari di strada del giugno scorso hanno dimostrato che i successi ottenuti sono ritenuti insufficienti e che bisogna fare molto di più. Le manifestazioni si sono riflesse sulla popolarità della Rousseff, che sembrava destinata ad un nuovo sicuro mandato nelle elezioni presidenziali dell’ottobre del 2014. Dopo una ripresa di popolarità, verificatasi nei mesi successivi grazie ad alcuni programmi in grado di dare risposte alle richieste dei manifestanti, come “più medici”, lo scenario politico si è di nuovo fatto difficile per la Dilma, in Brasile i politici vengono chiamati più con il nome che con il cognome. Infatti il 5 di ottobre, data ultima per registrare nuovi partiti nel paese tropicale, Marina Silva, arrivata terza con 20 milioni di voti nelle presidenziali del 2010, non è riuscita ad avere il riconoscimento del suo Partito Sostenibilità, elemento determinante per essere candidata. Marina allora ha fatto la scelta di aderire al PSB (Partito Socialista Brasiliano) del governatore dello stato di Pernambuco, i cui ministri si erano dimessi dal governo Dilma per avere le mani libere per candidarsi. Non è chiaro chi dei due sarà il candidato, comunque la loro presenza insieme a quella del candidato dell’opposizione Aezio Neves porterà sicuramente ad un secondo turno, dove i rischi sono molto alti. Dilma non sarà molto aiutata dalla situazione economica. È vero che il PIL crescerà del 2,5%, meglio dello 0,9% dello scorso anno, ma sempre lontano dal 7,5% del 2010. Un articolo del New York Times ha ricordato alla Rousseff la necessità delle riforme politiche e degli investimenti pubblici per riprendere la crescita economica. Una inchiesta della magistratura dello stato di San Paolo ha mostrato come la potente organizzazione criminale PCC (Primo Comando della Capitale) minacci attentati durante i campionati di calcio del 2014. Come si vede le sfide per la Dilma sono molte e difficili.

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