Brasile & Sud America
 
 
BRASILE (BRASILIA)  
Emergono i rivali di Lula
di Roberto Lovari da L'Opinione
Domenica 5 ottobre in Brasile 130 milioni di cittadini sono stati chiamati ad eleggere i loro sindaci e i consigli comunali. Si è trattato di una prova ulteriore del grande cammino democratico fatto dal grande paese sudamericano. Solo qualche giorno fa era stato celebrato il 20° anniversario della promulgazione della carta costituzionale, strumento che, pur non esente da contraddizioni, ha consentito al paese di progredire nella democrazia, anche in momenti difficili come la messa in stato di accusa del presidente Collor. Certamente in alcune zone, come in qualche “favelas” di Rio, è stata necessaria la presenza di soldati, ma al di fuori di qualche episodio folcloristico come l’arresto di quelli che praticano ancora il “boca de urnas”, ovvero far propaganda vicino e nei seggi elettorali. Lula ha potuto dire con orgoglio che il Brasile ha dato “uno show di democrazia”.
Un grande contributo al clima di ordine e di tranquillità viene certamente dal voto elettronico. Ormai in Brasile non ci sono più le classiche schede elettorali, ma bensì le urne elettroniche, addirittura in alcuni stati è partito il voto “biometrico”, ossia gli elettori vengono riconosciuti dalle impronte digitali.
Si è votato dalle 7 alle 17, dopo poche ore, salvo rarissimi casi, già si sapeva il risultato.
In Brasile per i comuni con più di 200.000 abitanti si vota con il meccanismo dei due turni quando nessun candidato raggiunge il 50% dei voti più uno, per gli altri circa 5500 vale il turno unico; per i consigli comunali c’è il metodo proporzionale.
Tutti i commentatori erano unanimi nel vedere nei risultati comunali un futuro quadro della forza dei partiti brasiliani in vista del voto del 2010 per le presidenziali. Certamente una grande novità è stato il ruolo giocato nelle elezioni dal Presidente Lula. Fino ad oggi grande elettore di ogni stato era il governatore, sorprendentemente tutti i candidati, compresi quelli che fanno parte dell’opposizione, si sono vantati di essere “amici” o “appoggiati” da Lula, quelli che proprio non potevano farlo si sono ben guardati dal fare attacchi di qualsiasi genere al Presidente.
Lula, con il suo 82% di consensi sparsi ormai in tutte le aree del paese e, è bene ricordarlo, in tutte le classi sociali, ha “spinto” alcuni candidati del suo PT e, dove possibile, anche dei partiti suoi alleati. Si spiega così il risultato positivo che il PT e il suo grande alleato, il PMDB, hanno ottenuto.
I due grandi partiti di opposizione, il PSDB dell’ex presidente Cardoso è andato bene, il partito Democratico, ex PFL, ha subito un arretramento, particolarmente visibile con l’esclusione dal secondo turno in una città storicamente roccaforte di questo partito, Salvador de Bahia.
Entrando dentro il risultato città per città, si può dire, come hanno detto alcuni commentatori, che Lula ha vinto ma non ha stravinto. Infatti a Belo Horizonte, capitale del Minas Gerais, il candidato appoggiato da Lula e dal potente governatore Aezio Neves dovrà andare al secondo turno. A Natal Lula è andato addirittura nel palco per appoggiare il candidato del PT con l’obiettivo di sconfiggere quello sostenuto dal senatore Maia, uno dei suoi più duri oppositori. Stesso risultato non esaltante è stato quello di San Paolo che, con i suoi 19 milioni di elettori, è un bacino elettorale vitale; Marta Supplicy, nome storico del PT, già sindaco, si è vista scavalcare, anche se di poco, dal sindaco uscente Kassab, dei democratici.
La capacità di trasferire voti di Lula non è pari alla sua popolarità.
Un altro dato che emerge da queste elezioni è che Serra, PSDB, governatore dello stato di San Paolo e possibile candidato nel 2010 alle elezioni presidenziali, emerge come il grande antagonista del PT. L’altro possibile candidato, il popolarissimo Aezio Neves del PSDB, non solo non è riuscito ad eleggere al primo turno il suo candidato, ma ha anche visto uscire di scena il suo grande alleato interno nel PSDB paulista Alckmin battuto da Marta e Kassab.
La partita del 2010 esce da queste comunali aperta a tutto. La “delfina” di Lula, Dilma Roussif, aspetta con ansia il secondo turno del 26 ottobre. Forse allora il quadro sarà più chiaro.

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